In Italia il food&wine diventa un driver di viaggio

Il turismo enogastronomico rappresenta un importante driver di viaggio in Italia.

Lo conferma il secondo Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2019, secondo cui ben il 45% dei turisti italiani negli ultimi tre anni ha svolto un viaggio con questa motivazione, con un aumento del 48% rispetto all’anno precedente. Per Roberta Garibaldi, autrice del rapporto, “si tratta di un dato importante, che non solo certifica la crescente rilevanza di questo segmento turistico tra i viaggiatori del Belpaese, ma che deve diventare un forte elemento di attenzione per tutte le destinazioni italiane

Per stimolare un’offerta eno-gastro-turistica sempre più strutturata è quindi importante capire quali sono le caratteristiche più rilevanti di questi affamati viaggiatori.

 

Identikit del turista enogastronomico italiano

Generalmente sposati o impegnati in una convivenza, i turisti enogastronomici provengono da tutto il Paese, in particolare dall’Italia meridionale: in queste regioni, infatti, la propensione a viaggiare con motivazioni legate al food and wine arriva al 52%, contro un 47% nelle regioni del Centro Italia, un 41% per quanto concerne i territori del Nord Ovest e un 39% del Nord Est. Questo particolare segmento turistico interessa in modo trasversale tutte le generazioni, in primis gli appartenenti alla Generazione X (47%) e ai Millennials (46%).

Entrando più nel dettaglio, analizzando parametri quali tempo di permanenza, scopo del viaggio e budget disponibile, si possono identificare 4 categorie differenti:

Turista Gourmet: si caratterizza per una disponibilità di spesa mediamente alta, pone particolare attenzione al cibo scegliendo ristoranti di alto profilo ed acquistando specialità gastronomiche locali di qualità. La sua permanenza si protrae per più giorni rispetto alla media (2,5 notti);

Turista Foodie: attento alle tradizioni e fiducioso nei consigli delle persone locali, ha gli stessi interessi del turista gourmet ma, disponendo di un budget leggermente più basso, ai ristoranti di lusso preferisce le interpretazioni popolari della cucina tradizionale;

Turista Gastronauta: il termine gastronauta, diffuso dal giornalista e gastronomo Davide Paolini, descrive una categoria di turisti particolarmente legata all’aspetto culturale del food. Una visione che unisce cibo, territorio, cultura e persone. Per questo cacciatore del gusto il cibo è uno strumento del sapere, un modo per conoscere storie, tradizioni, luoghi e paesaggi”.

Turista Enologico: questa volta non il cibo, ma è il vino ad essere l’interesse principale. Che si tratti di Wine Geeks, esigenti ed esperti, o di turisti più casual, che desiderano semplicemente sperimentare nuovi sapori, le passeggiate fra i vigneti ed i percorsi degustativi riscontrano sempre un ottimo consenso.

 

Paesaggio enogastronomico

Si afferma così il concetto di “paesaggio enogastronomico”, ovvero quell’insieme di cultura, persone, ambiente, attività e prodotti tipici, che il turista italiano prende sempre più in considerazione quando sceglie la sua meta.

Visite ai mercati, bar e ristoranti storici, aziende agricole e cantine vinicole, sono tra le esperienze più ricercate ed apprezzate.

 

Napoli sul podio

Ma quali sono i luoghi scelti da questi food&wine traveler?

Fra le regioni più apprezzate figurano Sicilia,Toscana ed Emilia-Romagna, mentre Napoli, Roma e Firenze sono le città che hanno riscosso il maggiore consenso. Per quanto riguarda l’estero,Spagna e Francia sono i Paesi più graditi dai turisti italiani; le città preferite sono Parigi, Barcellona e Madrid.

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