Napoli, la culla dei misteri: le cinque location più sinistre della città

 

Soprannominata già in tempi antichi “la culla dei misteri del Mediterraneo”, Napoli fa da sfondo ad una moltitudine di misteri irrisolti ed insolite storie che, grazie alla sapiente ars oratoria del popolo partenopeo, si sono tramutati in suggestive leggende ancora oggi tramandate.

Se ti piace andare a caccia di fantasmi o vuoi scoprire di più sulle maledizioni che si nascondono nei vicoli della città allora devi assolutamente visitare queste 5 location dal fascino maledetto.

  1. PIAZZA DEL GESU’ NUOVO: LA TRASFORMAZIONE DELLA VERGINE

Il bugnato della Chiesa del Gesù Nuovo presenta tra le sue antiche pietre gli inquietanti segni esoterici di una maledizione: come la storia attesta, non ci fu mai pace tra le sue mura per i membri della casata Sanseverino, di cui l’edificio era residenza. Ma è la statua della Vergine, che domina la piazza, il vero mistero: al tramonto, giochi di luce e ombre ne modificano la fisionomia e in molti giurano di non vedere più il drappo bensì una falce. L’espressione mite della Vergine si trasforma in un ghigno minaccioso. È così, che agli occhi di alcuni, la Madonna si trasforma nella divinità messicana Santa Muerte.

2. CHIESA DEL GESU’ NUOVO: LA MALEDIZIONE DEL BUGNATO, L’ESOTERISMO E LA MUSICA

La fama sinistra di Palazzo Sanseverino è legata all’antica maledizione sprigionata dalle pietre del bugnato. Le pietre del bugnato sporgono acuminate a punta di diamante. Si narra che i Maestri Pipernieri, esperti nella lavorazione del Piperno, la pietra durissima da scolpire e intagliare, fossero un po’ stregoni. Offesi dal Principe o corrotti dai suoi nemici, i Maestri posizionarono le pietre con le punte al contrario, consuetudine che secondo la tradizione attira la malasorte. Non ci fu mai pace per gli abitanti del palazzo. Nel 2010 è stata fatta una sensazionale scoperta: i simboli occulti sembrano le note musicali di uno spartito, scritto al contrario. Secondo alcuni risalirebbe addirittura al maestro Wagner, che soggiornò a Napoli per un lungo periodo.

        3. CAPPELLA SANSEVERO E LE MACCHINE ANATOMICHE DI RAIMONDO DE SANGRO, IL PRINCIPE ALCHIMISTA

Tra i meandri di Cappella Sansevero, insieme alla meraviglia suscitata da capolavori dell’arte come il Cristo Velato, proverai stupore ed inquietudine per le macchine anatomiche del Principe: un uomo e una donna sviscerati, con una rete posticcia di vasi sanguigni così accurata da sembrare vera. Su di lei, i segni di un parto sfortunato. Secondo la leggenda le macchine furono frutto di esperimenti alchemici del Principe su due servi ancora vivi.

      4. IL CULTO DELLE ANIME PEZZENTELLE: IL CIMITERO DELLE FONTANELLE E LA CAPA CHE SUDA

Questo grande ipogeo adibito a ossario è il punto d’osservazione privilegiato per uno dei più antichi culti della città: quello delle anime del Purgatorio. Spinte dalla pietas verso i morti le donne erano solite ”adottare” una capuzzella e pregare per l’anima dell’ignoto defunto o chiedergli una grazia. Tra le migliaia di teschi, uno attirerà la tua attenzione: quello di Donna Concetta, il teschio che suda. Rispetto agli altri, coperti di polvere e opachi, questo è sempre lucido ed umido. Secondo i Napoletani, quando il teschio suda sotto la mano che lo accarezza, l’anima di Concetta esaudirà la grazia di colui o colei che le ha sfiorato il volto.

      5. LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE ANIME E IL TESCHIO DELL’ANIMA GEMELLA

Un’altra donna spicca tra le anime abbandonate: Lucia, seppellita nella seicentesca chiesa di S.Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco in Via dei Tribunali. Un capolavoro dell’arte barocca ma anche Ipogeo dedito al culto delle anime pezzentelle: la capuzzella di Lucia, giovane sposa morta prima del matrimonio, è facilmente riconoscibile per il velo da sposa e la corona. E’ a lei che potrai chiedere di intercedere per trovare l’anima gemella.

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